Per lo studio e la ricerca in neuro-psico-biologia e neuroscienze cliniche

LA FONDAZIONE NEURONE

“Siamo ai confini più avanzati della scienza, dove le neuroscienze si incontrano con l’ingegneria e la medicina si combina con l’elettronica. In termini generali il beneficio che è alla base dell’incontro tra neuroscienze e neurotecnologia consiste nella possibilità di

connettere un computer o un arto robotico direttamente al cervello umano.


E ciò per due finalità essenziali:

a) per fini di mercato, sfruttando a pieno e incrementando le potenzialità del nostro cervello;

b) per fini terapeutici, alleviando o curando i disturbi del sistema nervoso.

Sia modulando le funzioni neurofisiologiche – ad es. la stimolazione cerebrale profonda in pazienti con Morbo di Parkinson; sia reintegrando le funzioni motorie – ad es. le interfacce cervello-computer per persone con gravi paralisi o le apparecchiature per la neuroriabilitazione di pazienti affetti da ictus cerebrale; sia restituendo le funzioni sensoriali, p.e. gli impianti cocleari o retinici. Tutto ciò allo scopo di abbattere le barriere della malattia e dell’estraneità.”


 

Dott. Nicolò Meldolesi, Presidente della Fondazione Neurone

Per far intuire lo straordinario cambiamento di prospettiva generato dalle moderne neurotecnologie, potremmo fornire l’esempio della sedia a rotelle: fino a qualche anno fa essa era tutto ciò che la scienza poteva offrire alle persone colpite da una paralisi. Oggi, in molti casi, è già possibile camminare di nuovo indossando sottili esoscheletri.

Col progredire delle ricerche sempre più persone che non possono più vedere, ad es. per una retinite pigmentosa, o parlare; che non possono più udire, o che hanno perduto la sensibilità tattile, potranno vedere di nuovo, parlare, ascoltare o percepire col proprio corpo tramite interfacce cervello – computer (Brain-Computer Interfaces – BCI).

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